La carta, le rotative, i giornali...

I giornali. Ogni giorno li sfogliamo, ne tocchiamo la consistenza, inebriamo le narici con il loro particolare odore. Ma come e dove nascono due fra i maggiori quotidiani nazionali?

Lo scopriremo leggendo questo bellissimo articolo tratto da www.stampamedia.net

Trentamila tonnellate di carta all'anno, circa 30 mila giornali prodotti in un'ora da ogni rotativa, 160 mila Corriere della Sera e circa 100 mila Gazzetta dello Sport in una notte.

Sono solo alcuni dei numeri del centro di produzione Rcs di Pessano con Bornago, un piccolo Comune a meno di venti chilometri a nord-est di Milano. È fra le mura di questo stabilimento che ogni giorno vengono stampati i quotidiani della casa editrice fondata agli inizi del Novecento da Angelo Rizzoli (l'azienda venne registrata nel 1911 con il nome A. Rizzoli & C.) e diventata gruppo editoriale col nome di Rizzoli-Corriere della Sera nel corso degli anni.

Lo stabilimento di Pessano è stato costruito alla fine degli anni Ottanta; nel 1991 vennero smantellate le macchine in via Solferino a Milano (dove però rimase e si trova tutt'ora la redazione del Corriere della sera) e la stampa si spostò nel comune dell'hinterland milanese, con una produzione che da allora costituisce all'incirca la metà di quella nazionale dei quotidiani del gruppo editoriale (che in Italia conta in tutto sei poli, dei quali tre di proprietà di Rcs). Oltre al Corriere e alla Gazzetta (e ai loro inserti e dorsi) vengono stampati in tirature più basse anche il Messaggero e il Manifesto.

Si stampa su carta riciclata bianca o rosa da 42 gr, che diventano i 48,8 della carta "migliorata" (più spessa, più bianca) di alcuni inserti settimanali come l'Economia o la Lettura. Le bobine arrivano dall'estero, da Paesi come Scandinavia e Spagna. «La carta rosa per la Gazzetta non è facile da trovare: le cartiere, per poterla tingere, devono interrompere la loro ordinaria produzione di carta bianca perché le macchine si sporcano di rosa e poi devono spendere altro tempo perché tornino a essere pulite e pronte per il lavoro quotidiano», spiega Paolo Tedesco, responsabile delle tecnologie Rcs quotidiani, che ha fatto da Cicerone per il Poligrafico negli immensi spazi dello stabilimento di Pessano (a questo link il video). Un colore, il rosa, che accompagna il giornale sportivo dal 2 gennaio 1899: secondo quanto racconta la stessa Gazzetta, venne scelto «pare per motivi economici, anche se la versione ufficiale racconta di una scelta fatta dai lettori in una delle primissime indagini di mercato. La stampa su quel colore era comunque meno cara di quanto sarebbe servito per sbiancare la carta».

Nello stabilimento di Pessano sono presenti e in funzione sei rotative KBA Commander, delle quali quattro a 96 pagine, una da 80 e una da 64 pagine di formato 350x500 mm (ridotta a 350x470) e 310x450 mm, che stampano tutte contro fibra. Il personale del centro di produzione di Pessano lavora sostanzialmente su turni che cominciano la sera.

È solo a partire dalla mezzanotte, però, che il rumore delle macchine satura l'aria e che si stendono parole e immagini su metri di carta.